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Carenno

Carenno è un comune di quasi 1500 abitanti posto a 635 metri, immerso in una conca naturale alle pendici del Monte Tesoro e del Monte Ocone, facilmente raggiungibili attraverso numerosi sentieri che attraversano i boschi del paese.

Il più antico documento che testimonia l’esistenza di Carenno risale al 985 d.C. ed è una pergamena, conservata presso l’Archivio Vescovile di Bergamo, contenente un atto di donazione da parte di un sacerdote, Andrea, che si qualifica come “figlio del defunto Giovanni da Carenno”. E’ probabile che i primi insediamenti abitativi del paese risalgano quindi intorno al X secolo d.C.

I Rota – di cui si conserva ancora la casa-torre - furono per diversi secoli la famiglia più importante di Carenno. Proveniente dalla Valle Imagna, il casato si insediò a Carenno fin dai primi anni del XII secolo (del capostipite, Guglielmo, si ha notizia fin dal 1107). I Rota politicamente erano Guelfi (sostenitori del Papato) e contrapposti ai Ghibellini (parteggianti per l’Imperatore) che invece predominavano nel territorio bergamasco e milanese ad ovest dell’Adda, ebbero un ruolo di primo piano non solo nella vita civile e militare, ma anche in quella economica: come commercianti di lana, intrapresero viaggi in molti parti d’Europa, così come testimonia simbolicamente anche la ruota di carro raffigurata sullo stemma di famiglia.
Tra i più celebri esponenti del casato vi fu il condottiero Tuzzano Rota (vissuto nella prima metà del XV secolo) comandante dei guelfi della Valle San Martino, alleati della Repubblica Veneta, nella guerra di espansione che vide quest’ultima contrapposta al ducato di Milano; il conflitto si concluse infine con la Pace di Lodi del 1454, che sancì il passaggio del territorio della Valle San Martino (così come di tutto il bergamasco) sotto il dominio veneziano.

Carenno fu duramente colpita dall’epidemia di pestilenza (di manzoniana memoria) che si diffuse nel 1629-30. Le vittime furono 115 su 475 abitanti. I cadaveri degli appestati furono raccolti ai piedi del monte Pertus, dove probabilmente allora esisteva una piccola cappella risalente al XIV secolo, ove fu costruito un ossario al di sopra del quale, nel 1745, venne edificato l’Oratorio di San Domenico, più noto come “Chiesina dei Morti” al cui interno si trova un interessantissimo ciclo di affreschi macabri.

Nel XX secolo il volto di Carenno subisce importanti trasformazioni: nel 1910 viene portata l’energia elettrica e nel 1916 la prima linea telefonica, nel 1915 viene completata la nuova strada carrozzabile di collegamento con Calolziocorte. Nel 1908 fu posta la prima pietra della nuova Chiesa Parrocchiale, i cui lavori furono ultimati nel 1924 (la consacrazione avvenne l’anno seguente).

Durante il ‘900, e in particolare negli anni del cosiddetto boom economico, Carenno ha conosciuto un importante sviluppo turistico, e conseguentemente urbanistico, come meta di villeggiatura delle famiglie della borghesia milanese. Il ‘900 è stato per le famiglie di Carenno anche un secolo di emigrazione, in particolare verso la Svizzera, dove numerosi carennesi hanno trovato impiego come muratori.  A loro è dedicato il “Museo di Ca’ Martì”, inaugurato nel 2008 in via Fontana, 3.

Tra le bellezze del paese, va segnalato anche il piccolo e caratteristico borgo di Colle di Sogno, abbarbicato alle pendici del Monte Tesoro.

PER SAPERNE DI PIÙ

  • Carenno: Storia e Memorie, a cura della Biblioteca Comunale Gustavo Bontadini di Carenno e del Comune di Carenno, 1999;
  • Carenno: Mille anni di Storia, a cura dell’Amministrazione Comunale di Carenno, 1986;
  • Carenno immagini per ricordi, a cura dell’Amministrazione Comunale di Carenno, 1989.

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